Amo il mio lavoro perché mi consente di creare.
Dopo tanti anni, ancora mi commuovo quando da un semplice tessuto vedo le mie mani dare forma a un abito che magari esisteva soltanto nella mia mente, poi osservarlo finito su un manichino e poter dire: l’ho fatto io.
Ricordo la mia prima volta, la mia prima gonna; la confezionai con l’aiuto della mia mamma, a sua volta sarta, modellista e insegnante di taglio e cucito. Avevo 12 anni e non scorderò mai l’emozione, la soddisfazione, e nemmeno la consistenza di quel tessuto, o il colore: era verde petrolio.
Credo di avere sempre avuto nel sangue la voglia di cucire, di creare e realizzare cose nuove.
Quando non avevo stoffe a disposizione, modificavo gli abiti che non mi piacevano più, portandoli a nuova vita. Una persona una volta mi disse: “Non c’è abito tra le tue mani che resta al suo stato originale!”. Era vero.
E credo che saper visualizzare sempre qualcosa di nuovo da uno scampolo di stoffa o da un capo già esistente, e poi dar vita alle mie idee, sia la mia dote migliore!

Tiziana Berluti

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